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Autore Topic: LA FIORENTINA DI ITALIANO  (Letto 15153 volte)

Gabriel_Omar

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Re:LA FIORENTINA DI ITALIANO
« Risposta #555 il: Agosto 30, 2021, 08:38:00 pm »
Giocare con il 4-2-3-1 significa cambiare tutti gli schemi di squadra. Io dubito che Italiano cambi il suo credo.
I moduli non sono una rappresentazione dogmatica del posizionamento medio dei giocatori in campo: come SEMPRE accade dentro un rettangolo di gioco, la differenza la fa l'interpretazione. In particolare, nel passaggio tra il 4-3-3 e il 4-2-3-1, la variazione principale riguarderebbe, perlomeno sulla carta, gli esterni offensivi, che dovrebbero tenersi maggiormente larghi ed occupare meno i mezzi spazi. Per il resto, Castrovilli continuerebbe lo stesso ad aprirsi per allargare le maglie avversarie (anche perché l'ex-Bari diventa un cavallo quando può giocare fronte alla porta, non spalle ad essa) e consentire il giusto scaglionamento dei giocatori che stazionano sulla trequarti avversaria, attraverso l'occupazione orizzontale dei cinque corridoi verticali che tipicamente ricerca Italiano. A livello di princìpi di gioco, insomma, non cambierebbe praticamente nulla, perlomeno non in fase di possesso. La Roma di Mourinho, per dire, ha iniziato questa stagione giocando nominalmente con il 4-2-3-1, ma poi quello che si vede in campo è un Pellegrini che si abbassa spesso sul centro-destra del cerchio di centrocampo per offrire una soluzione di passaggio diagonale in più, in fase di uscita dalla pressione, oppure per formare il triangolo laterale con terzino ed esterno (soluzione che ieri ha ucciso la Salernitana), mentre Veretout attacca l'area di rigore. Eppure, ripeto, sulla carta il francese dovrebbe giostrare allineato (o comunque vicino) a Cristante, mentre lo stesso Pellegrini, teoricamente, sarebbe il giocatore adibito a calpestare la zona centrale della trequarti (zona che, in queste prime uscite, è stata occupata principalmente da Mkhitaryan, che virtualmente sarebbe l'esterno offensivo). Tutto questo per dire che il Calcio di oggi (specialmente quello predicato da allenatori moderni e all'avanguardia come Italiano) non è più schematizzabile con la rappresentazione di meri moduli statici.

Padi

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Re:LA FIORENTINA DI ITALIANO
« Risposta #556 il: Agosto 31, 2021, 09:13:20 am »
I moduli non sono una rappresentazione dogmatica del posizionamento medio dei giocatori in campo: come SEMPRE accade dentro un rettangolo di gioco, la differenza la fa l'interpretazione. In particolare, nel passaggio tra il 4-3-3 e il 4-2-3-1, la variazione principale riguarderebbe, perlomeno sulla carta, gli esterni offensivi, che dovrebbero tenersi maggiormente larghi ed occupare meno i mezzi spazi. Per il resto, Castrovilli continuerebbe lo stesso ad aprirsi per allargare le maglie avversarie (anche perché l'ex-Bari diventa un cavallo quando può giocare fronte alla porta, non spalle ad essa) e consentire il giusto scaglionamento dei giocatori che stazionano sulla trequarti avversaria, attraverso l'occupazione orizzontale dei cinque corridoi verticali che tipicamente ricerca Italiano. A livello di princìpi di gioco, insomma, non cambierebbe praticamente nulla, perlomeno non in fase di possesso. La Roma di Mourinho, per dire, ha iniziato questa stagione giocando nominalmente con il 4-2-3-1, ma poi quello che si vede in campo è un Pellegrini che si abbassa spesso sul centro-destra del cerchio di centrocampo per offrire una soluzione di passaggio diagonale in più, in fase di uscita dalla pressione, oppure per formare il triangolo laterale con terzino ed esterno (soluzione che ieri ha ucciso la Salernitana), mentre Veretout attacca l'area di rigore. Eppure, ripeto, sulla carta il francese dovrebbe giostrare allineato (o comunque vicino) a Cristante, mentre lo stesso Pellegrini, teoricamente, sarebbe il giocatore adibito a calpestare la zona centrale della trequarti (zona che, in queste prime uscite, è stata occupata principalmente da Mkhitaryan, che virtualmente sarebbe l'esterno offensivo). Tutto questo per dire che il Calcio di oggi (specialmente quello predicato da allenatori moderni e all'avanguardia come Italiano) non è più schematizzabile con la rappresentazione di meri moduli statici.

Analisi perfetta, devo dire che è interessantissimo leggerti.
Quindi ti chiedo se sei un "addetto ai lavori"
Ciao

Etrusco

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Re:LA FIORENTINA DI ITALIANO
« Risposta #557 il: Agosto 31, 2021, 10:14:16 am »
È normale che nel calcio 2.0 "post Sacchi", ci siano si ancora gli schemi di partenza ma che poi quei 20 metri in più o meno il calciatore li occupi in base alla lettura della partita. Fondamentalmente da una difesa ben equilibrata, poi il resto è tutto modellabile in base a quello che presenta il match e spesso le partite si vincono a centrocampo proprio perché da lì possono staccarsi i giocatori per attaccare e lanciare o semplicemente per abbassarsi in aiuto della difesa.

sololaviola

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Re:LA FIORENTINA DI ITALIANO
« Risposta #558 il: Agosto 31, 2021, 10:40:04 am »
I moduli non sono una rappresentazione dogmatica del posizionamento medio dei giocatori in campo: come SEMPRE accade dentro un rettangolo di gioco, la differenza la fa l'interpretazione. In particolare, nel passaggio tra il 4-3-3 e il 4-2-3-1, la variazione principale riguarderebbe, perlomeno sulla carta, gli esterni offensivi, che dovrebbero tenersi maggiormente larghi ed occupare meno i mezzi spazi. Per il resto, Castrovilli continuerebbe lo stesso ad aprirsi per allargare le maglie avversarie (anche perché l'ex-Bari diventa un cavallo quando può giocare fronte alla porta, non spalle ad essa) e consentire il giusto scaglionamento dei giocatori che stazionano sulla trequarti avversaria, attraverso l'occupazione orizzontale dei cinque corridoi verticali che tipicamente ricerca Italiano. A livello di princìpi di gioco, insomma, non cambierebbe praticamente nulla, perlomeno non in fase di possesso. La Roma di Mourinho, per dire, ha iniziato questa stagione giocando nominalmente con il 4-2-3-1, ma poi quello che si vede in campo è un Pellegrini che si abbassa spesso sul centro-destra del cerchio di centrocampo per offrire una soluzione di passaggio diagonale in più, in fase di uscita dalla pressione, oppure per formare il triangolo laterale con terzino ed esterno (soluzione che ieri ha ucciso la Salernitana), mentre Veretout attacca l'area di rigore. Eppure, ripeto, sulla carta il francese dovrebbe giostrare allineato (o comunque vicino) a Cristante, mentre lo stesso Pellegrini, teoricamente, sarebbe il giocatore adibito a calpestare la zona centrale della trequarti (zona che, in queste prime uscite, è stata occupata principalmente da Mkhitaryan, che virtualmente sarebbe l'esterno offensivo). Tutto questo per dire che il Calcio di oggi (specialmente quello predicato da allenatori moderni e all'avanguardia come Italiano) non è più schematizzabile con la rappresentazione di meri moduli statici.

Il modulo spesso è equiparato agli interpreti. Spesso quando nomini un 4-2-3-1 lo fai perché a centrocampo piazzi o due mediani o un regista e un mediano. Difficilmente vedrai Bonaventura nei due a centrocampo. Il gioco di Italiano si basa molto sulla collaborazione di tre elementi che tendono a formare una soluzione di gioco, interno-terzino-ala. Quindi in questo caso gli interpreti sono molto importanti ed un conto è attuare un modo di gioco con Bonaventura-Venuti-Callejon ed un conto è attuarla, ad esempio, con Pulgar-Venuti-Callejon. Le caratteristiche sono troppo diverse, i tempi di gioco che hanno i Pulgar o i Bonaventura sono opposti. Quindi non è il modulo in se con i numeretti che ti dice la squadra ma è il modulo associato ai giocatori in campo. Anche il 6-3-1 potrebbe diventare in fase di attacco un 4-3-3 ma quando attui un 6-3-1 è difficile che tra i 6 i due esterni sono Berardi e Boga...
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Gabriel_Omar

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Re:LA FIORENTINA DI ITALIANO
« Risposta #559 il: Agosto 31, 2021, 02:31:24 pm »
Analisi perfetta, devo dire che è interessantissimo leggerti. Quindi ti chiedo se sei un "addetto ai lavori".

Ciao.
Ciao a te e grazie davvero delle parole di apprezzamento, che ovviamente fanno sempre molto piacere. Per quel che può valere, anche il sottoscritto trova le vostre conversazioni alquanto feconde di spunti interessanti e, pertanto, terreno fertile per discutere di Calcio in maniera nient'affatto banale. E non lo dico come mera "captatio benevolentiae", ma lo penso realmente, altrimenti non mi sarei mai iscritto e men che mai avrei partecipato al dibattito, essendo oltretutto un "esterno".

Detto ciò, rispondo alla tua domanda: purtroppo no, non sono un addetto ai lavori (ahimè). La mia professione riguarda tutt'altri campi (la contabilità), ben più noiosi. Sono però un appassionato fortemente allergico al Pensiero Unico che negli anni si è stratificato, perlomeno in Italia, all'interno del dibattito calcistico mainstream. Sentire/leggere giornalisti come Sconcerti (vostro compagno di tifo, fra l'altro. Ma avrei potuto citare tanti altri esempi) che affermano che Guardiola abbia influenzato negativamente il nostro Calcio, in quanto «ci ha costretto a pensare» (cit. testuale), sinceramente mi mette i brividi. Ma del resto, asserzioni come questa sono lo specchio più autentico di un pensiero comune alquanto conservatore, reazionario e sospettoso di tutti i progressi tecnici e tattici che arrivano dal resto d'Europa. Esattamente così come i discorsi da bar degli opinionisti Sky rappresentano al meglio l'assoluta idiosincrasia della stragrande maggioranza del pubblico calciofilo italico per le sfaccettature, le sfumature e, in generale, per le analisi dettagliate: il tifoso medio ha bisogno di soluzioni e risposte semplici, tutto il resto viene rapidamente bollato e messo al bando. E su questo molti commentatori sportivi italiani ci sguazzano, anche perché non hanno assolutamente voglia di reimpostare il proprio impianto comunicativo, in quanto questo li costringerebbe ad aggiornarsi, a documentarsi e a tenersi costantemente al passo con i cambiamenti che, volenti o nolenti, da mezzo decennio hanno ormai fatto breccia persino all'interno dei nostri, generalmente sempre molto impermeabili, confini nazionali e influenzato tutta una nuova generazione (sia di allenatori/addetti ai lavori, sia di pubblico).

Padi

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Re:LA FIORENTINA DI ITALIANO
« Risposta #560 il: Agosto 31, 2021, 03:47:59 pm »
Ciao a te e grazie davvero delle parole di apprezzamento, che ovviamente fanno sempre molto piacere. Per quel che può valere, anche il sottoscritto trova le vostre conversazioni alquanto feconde di spunti interessanti e, pertanto, terreno fertile per discutere di Calcio in maniera nient'affatto banale. E non lo dico come mera "captatio benevolentiae", ma lo penso realmente, altrimenti non mi sarei mai iscritto e men che mai avrei partecipato al dibattito, essendo oltretutto un "esterno".

Detto ciò, rispondo alla tua domanda: purtroppo no, non sono un addetto ai lavori (ahimè). La mia professione riguarda tutt'altri campi (la contabilità), ben più noiosi. Sono però un appassionato fortemente allergico al Pensiero Unico che negli anni si è stratificato, perlomeno in Italia, all'interno del dibattito calcistico mainstream. Sentire/leggere giornalisti come Sconcerti (vostro compagno di tifo, fra l'altro. Ma avrei potuto citare tanti altri esempi) che affermano che Guardiola abbia influenzato negativamente il nostro Calcio, in quanto «ci ha costretto a pensare» (cit. testuale), sinceramente mi mette i brividi. Ma del resto, asserzioni come questa sono lo specchio più autentico di un pensiero comune alquanto conservatore, reazionario e sospettoso di tutti i progressi tecnici e tattici che arrivano dal resto d'Europa. Esattamente così come i discorsi da bar degli opinionisti Sky rappresentano al meglio l'assoluta idiosincrasia della stragrande maggioranza del pubblico calciofilo italico per le sfaccettature, le sfumature e, in generale, per le analisi dettagliate: il tifoso medio ha bisogno di soluzioni e risposte semplici, tutto il resto viene rapidamente bollato e messo al bando. E su questo molti commentatori sportivi italiani ci sguazzano, anche perché non hanno assolutamente voglia di reimpostare il proprio impianto comunicativo, in quanto questo li costringerebbe ad aggiornarsi, a documentarsi e a tenersi costantemente al passo con i cambiamenti che, volenti o nolenti, da mezzo decennio hanno ormai fatto breccia persino all'interno dei nostri, generalmente sempre molto impermeabili, confini nazionali e influenzato tutta una nuova generazione (sia di allenatori/addetti ai lavori, sia di pubblico).
In mezzo a sto marasma televisivo e giornalistico, dove non conta nulla la competenza, importa la bella presenza ( indifferentemente se uomini o donne) la "leggerezza" per attirare più clienti possibile, gli scoop inverosimili, l'ultima cosa che interessa loro mettere sul piatto è la tattica, l'analisi della partita, meglio soffermarsi su un rigore dato/non dato e crear polemiche che duran settimane se non anni e nei tempi di magra riproporli.
Quindi quando si trovan persone con cui finalmente parlar di Calcio è una boccata d'ossigeno, in questo sito come hai detto tu ce ne sono molti, io do I miei 2 centesimi e ci vengo sempre volentieri.
A proposito, sconcerti purtroppo non è solo un tifoso Viola, ma uno che ha combinato casini in società e che evito volentieri di ascoltare e leggere.
Ps è vero che sei esterno, ma Batistuta è il trait d'union tra le nostre squadre, quindi  benvenuto Gabriel_Omar.
« Ultima modifica: Agosto 31, 2021, 03:54:49 pm da Padi »

CHEM

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Re:LA FIORENTINA DI ITALIANO
« Risposta #561 il: Agosto 31, 2021, 09:05:41 pm »
Ciao a te e grazie davvero delle parole di apprezzamento, che ovviamente fanno sempre molto piacere. Per quel che può valere, anche il sottoscritto trova le vostre conversazioni alquanto feconde di spunti interessanti e, pertanto, terreno fertile per discutere di Calcio in maniera nient'affatto banale. E non lo dico come mera "captatio benevolentiae", ma lo penso realmente, altrimenti non mi sarei mai iscritto e men che mai avrei partecipato al dibattito, essendo oltretutto un "esterno".

Detto ciò, rispondo alla tua domanda: purtroppo no, non sono un addetto ai lavori (ahimè). La mia professione riguarda tutt'altri campi (la contabilità), ben più noiosi. Sono però un appassionato fortemente allergico al Pensiero Unico che negli anni si è stratificato, perlomeno in Italia, all'interno del dibattito calcistico mainstream. Sentire/leggere giornalisti come Sconcerti (vostro compagno di tifo, fra l'altro. Ma avrei potuto citare tanti altri esempi) che affermano che Guardiola abbia influenzato negativamente il nostro Calcio, in quanto «ci ha costretto a pensare» (cit. testuale), sinceramente mi mette i brividi. Ma del resto, asserzioni come questa sono lo specchio più autentico di un pensiero comune alquanto conservatore, reazionario e sospettoso di tutti i progressi tecnici e tattici che arrivano dal resto d'Europa. Esattamente così come i discorsi da bar degli opinionisti Sky rappresentano al meglio l'assoluta idiosincrasia della stragrande maggioranza del pubblico calciofilo italico per le sfaccettature, le sfumature e, in generale, per le analisi dettagliate: il tifoso medio ha bisogno di soluzioni e risposte semplici, tutto il resto viene rapidamente bollato e messo al bando. E su questo molti commentatori sportivi italiani ci sguazzano, anche perché non hanno assolutamente voglia di reimpostare il proprio impianto comunicativo, in quanto questo li costringerebbe ad aggiornarsi, a documentarsi e a tenersi costantemente al passo con i cambiamenti che, volenti o nolenti, da mezzo decennio hanno ormai fatto breccia persino all'interno dei nostri, generalmente sempre molto impermeabili, confini nazionali e influenzato tutta una nuova generazione (sia di allenatori/addetti ai lavori, sia di pubblico).

Di Gennaro ha detto una cosa molto semplice, vera in parte: tanti "addetti" spacciano il calcio per una cosa cervellotica ma in realtà è sempre stato un gioco di una semplicità unica. Le partite spesso sono decise dal guizzo del singolo, dalla giocata, dall'istinto (o dagli arbitri, vero...) che prevaricano gli schemi ed i movimenti studiati a tavolino e ripetuti fino alla noia in allenamento.

Certo, come quando prepari un esame universitario studiando solo metà del programma e vai lo stesso all'esame, sperando che ti chieda proprio quello...La preparazione aiuta a minimizzare la probabilità di fallire, ma non la esclude.
E poi non scordiamoci la cosa di gran lunga più importante di tutte: l'aspetto umano, che quando si discute di calcio va sempre a finire in soffitta ma spesso definisce tutto. Questi sono ragazzi tra i 20 e i 30 anni che devono fare squadra a prescindere dalla bravura come singolo, e il calcio è un gioco dove il collettivo è spesso determinante. Pensate al PSG che con quei giocatori non ha vinto l'ultimo scudetto in Francia, o alle squadre che sono andate in B (Fiorentina di Effenberg e non solo) o che hanno vinto lo scudetto (Verona di Bagnoli). Ragazzi che hanno questo dono ma che sono pur sempre ragazzi sballottati da procuratori, tirati per la giacchetta dalle famiglie, dalle fidanzate e dagli pseudo-amici. Ne ho conosciuti qualcuno di calciatori arrivati in A e B, quando parli con loro ti rendi conto che non è tutto oro quel che luccica: conobbi un calciatore dell'Avellino, ai tempi allenato da Zeman, a cui era venuta la psoriasi su tutte le gambe per lo stress. Tempo fa è passato in ditta dove lavoro un corriere a consegnare dei pacchi, vi lascio intuire la sorpresa prima e lo "sgomento" poi quando l'abbiamo riconosciuto: difensore fiorentino, anni in A in squadre di bassa classifica...
Il calcio è molto più di schemi, è soprattutto uno sport di squadra giocato da ragazzi che hanno quel dono. Possono però essere bravi quanto vogliono, se però non si inseriscono in un contesto o non sanno gestire tutto ciò che ruota intorno allora hai voglia di andare a comprare tizio o caio, di fargli fare la catena o la sovrapposizione...
"La testa pesa più delle gambe"

Gabriel_Omar

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Re:LA FIORENTINA DI ITALIANO
« Risposta #562 il: Settembre 01, 2021, 05:11:41 pm »
In mezzo a 'sto marasma televisivo e giornalistico, dove non conta nulla la competenza, importa la bella presenza (indifferentemente se uomini o donne) la "leggerezza" per attirare più clienti possibile, gli scoop inverosimili, l'ultima cosa che interessa loro mettere sul piatto è la tattica, l'analisi della partita, meglio soffermarsi su un rigore dato/non dato e crear polemiche che duran settimane se non anni e nei tempi di magra riproporli. Quindi quando si trovan persone con cui finalmente parlar di Calcio è una boccata d'ossigeno, in questo sito come hai detto tu ce ne sono molti, io do i miei due centesimi e ci vengo sempre volentieri. A proposito, Sconcerti purtroppo non è solo un tifoso Viola, ma uno che ha combinato casini in società e che evito volentieri di ascoltare e leggere.

P. S. E' vero che sei esterno, ma Batistuta è il trait d'union tra le nostre squadre, quindi benvenuto Gabriel_Omar.
Ringrazio davvero per il benvenuto  :)

Sapevo che con il riferimento a Batistuta (sempre sia lodato) avrei attirato immediati consensi, qui dentro. Ero per questo indeciso tra lui e De Sisti, ma con quest'ultimo sarei forse tornato troppo indietro con i tempi.

P. S. Non posso che concordare con la prima parte del tuo messaggio. Non è un caso che, sùbito dopo aver visto il match di turno, generalmente cambio canale o spengo la Tv, senza soffermarmi a guardare tutto il circo mediatico del post-partita. Non è snobismo, è che proprio non riesco a trovarci spunti interessanti, nemmeno a cercarli con il lanternino.

sololaviola

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Re:LA FIORENTINA DI ITALIANO
« Risposta #563 il: Settembre 02, 2021, 11:02:30 am »
Io non so cosa mangiano i giornalisti fiorentini per soffrire di allucinazioni quando scrivono gli articoli. Il corriere fiorentino scrive che la fiorentina non ha deciso di acquistare il quinto esterno perché vuole dare fiducia a Sottil. Ma bevono candeggina questi? Al momento Sottil è il terzo esterno e l'arrivo di un altro esterno non avrebbe intaccato la sua posizione di primo sostituto. Il quinto non sarebbe diventato Sottil ma Saponara...
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Stavro-wolski

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Re:LA FIORENTINA DI ITALIANO
« Risposta #564 il: Settembre 02, 2021, 11:48:39 am »
Io non so cosa mangiano i giornalisti fiorentini per soffrire di allucinazioni quando scrivono gli articoli. Il corriere fiorentino scrive che la fiorentina non ha deciso di acquistare il quinto esterno perché vuole dare fiducia a Sottil. Ma bevono candeggina questi? Al momento Sottil è il terzo esterno e l'arrivo di un altro esterno non avrebbe intaccato la sua posizione di primo sostituto. Il quinto non sarebbe diventato Sottil ma Saponara...

Sottil quinto esterno, con il quarto esterno talmente esterno che non si vede  Cre_pap
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Re:LA FIORENTINA DI ITALIANO
« Risposta #565 il: Settembre 02, 2021, 03:23:35 pm »
C'inventeremo ... un falso ..esterno. Bonaventura è Castrovilli lo hanno già fatto. Che ci vole.
#Quando devi (ri)costruire devi avere un progetto tecnico. Firenze è una città che stimola molto ma chiede anche molto. All'esterno ci sono situazioni che non vanno.#CesarePrandelli#

CHEM

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Re:LA FIORENTINA DI ITALIANO
« Risposta #566 il: Settembre 03, 2021, 06:39:56 pm »
Io non so cosa mangiano i giornalisti fiorentini per soffrire di allucinazioni quando scrivono gli articoli. Il corriere fiorentino scrive che la fiorentina non ha deciso di acquistare il quinto esterno perché vuole dare fiducia a Sottil. Ma bevono candeggina questi? Al momento Sottil è il terzo esterno e l'arrivo di un altro esterno non avrebbe intaccato la sua posizione di primo sostituto. Il quinto non sarebbe diventato Sottil ma Saponara...

Si, e callejon?
Gonzales e Berardi con sostituti...? Sottil sarebbe sicuramente scalato di una posizione.
Sul ragazzo, o ci credi e ci punti o facevi meglio a lasciarlo in Sardegna.
L'esterno, il Berardi della situazione, doveva arrivare al posto di Callejon, anche solo per una questione di monte stipendi.
Altrimenti un Plata o Farias, che si sarebbero messi in coda alla fila a quel punto, ma chissà perché non hanno affondato.
Ah, Plata in prestito con diritto di riscatto in serie B spagnola: o è un bidone clamoroso oppure ci mangeremo le mani.
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Re:LA FIORENTINA DI ITALIANO
« Risposta #567 il: Settembre 03, 2021, 06:48:17 pm »
Si, e callejon?
Gonzales e Berardi con sostituti...? Sottil sarebbe sicuramente scalato di una posizione.
Sul ragazzo, o ci credi e ci punti o facevi meglio a lasciarlo in Sardegna.
L'esterno, il Berardi della situazione, doveva arrivare al posto di Callejon, anche solo per una questione di monte stipendi.
Altrimenti un Plata o Farias, che si sarebbero messi in coda alla fila a quel punto, ma chissà perché non hanno affondato.
Ah, Plata in prestito con diritto di riscatto in serie B spagnola: o è un bidone clamoroso oppure ci mangeremo le mani.

No, da un lato ci sarebbe stato Berardi-Callejon e dall'altro Nico-Sottil. Così come oggi da un lato c'è Callejon-Sottil e dall'altro Nico-Saponara. Decisamente peggio.
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Etrusco

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Re:LA FIORENTINA DI ITALIANO
« Risposta #568 il: Settembre 04, 2021, 01:46:23 pm »
No, da un lato ci sarebbe stato Berardi-Callejon e dall'altro Nico-Sottil. Così come oggi da un lato c'è Callejon-Sottil e dall'altro Nico-Saponara. Decisamente peggio.
Nonostante l'assurdo non acquisto del Bera, dopo anni abbiamo una squadra che è coperta in tutti i ruoli.

sololaviola

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Re:LA FIORENTINA DI ITALIANO
« Risposta #569 il: Settembre 04, 2021, 01:57:42 pm »
Si, l'11 non è male. Forse un interno bravo nel tiro da fuori e più equilibrato di un Bonaventura e un esterno più fresco e forte di callejon sarebbero stati perfetti ma direi che i titolari non son male.
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